comfort zone
Ansia e stress sono due caratteristiche del nostro tempo.

Sono il prodotto delle pressioni che subiamo e dicono qualcosa della nostra capacità di affrontarle.

Mentre l’ansia ha a che vedere con eventi futuri e con la nostra capacità di gestirne o accettarne l’esito, lo stress è la sensazione momentanea oppure cronica di non avere tempo sufficiente per poter sbrigare le incombenze che il quotidiano ci presenta.

La vita moderna ci richiede di svolgere ruoli diversi sia nel contesto lavorativo che familiare ed il carico di responsabilità che ne deriva può far sorgere emozioni incontrollate.

La sensazione di disagio che ne può derivare ha quindi a che vedere con la cosiddetta comfort zone.

Essa definisce l’insieme delle situazioni di cui abbiamo esperienza e che siamo in grado di padroneggiare.

E’ anche l’area in cui abbiamo sviluppato abitudini e routines che ci consentono di risparmiare energie preziose nello svolgere compiti per noi appunto abituali.

Ogni volta che le circostanze ci richiedono di fare un passo oltre la nostra personale zona di conforto emergono lo stress e/o l’ansia.

ampliare zona di comfortCorrispondono al disagio che proviamo nel muoverci in spazi per noi poco noti o del tutto ignoti.

Quando veniamo precipitati in situazioni per noi particolarmente sfidanti possono emergere sintomi di panico.

D’altra parte l’apprendimento si sviluppa sempre fuori dalla comfort zone ed è quindi impossibile pensare di apprendere solo in un ambiente controllato.

E’ quindi necessario sviluppare delle abilità che ci aiutino a muoverci fuori della comfort zone assumendoci piccoli rischi progressivi che ci consentano di inglobare le nuove esperienze e situazioni che viviamo al fine di allargare la zona di conforto.

Una comfort zone più ampia significa un bagaglio di capacità maggiore per affrontare le sfide quotidiane ed una maggiore apertura mentale nella gestione dei rapporti interpersonali in situazioni problematiche.

Esporsi quindi in modo graduale a situazioni per noi nuove è un ottimo modo per ampliare la comfort zone.

Comfort zone e apprendimento

L’apprendimento procede normalmente in due modi.

Il primo si sviluppa attraverso il modo con cui affrontiamo le diverse situazioni che ci si presentano.

Nasce dalla valutazione di quanto le azioni che mettiamo in campo consentono di superare e risolvere i problemi ed è attraverso questo processo di revisione continua di sforzi e risultati che deriva buona parte del bagaglio di competenze che possediamo.

modelli di apprendimentoSi tratta di un processo ad una via perché presuppone che le capacità che si possiedono siano adeguate alle sfide che ci vengono poste. Il potenziale individuale non viene messo in discussione.

Il secondo modo normalmente viene attivato quando le azioni che svolgiamo nell’affrontare determinate situazioni o per risolvere problemi si dimostrano inadeguate.

Si arriva ad un punto in cui ci si rende conto che occorre rivedere l’insieme di credenze e di convinzioni a partire dalle quali sviluppiamo le nostre azioni.

Dobbiamo quindi metterci in discussione e rivedere l’approccio complessivo. Si tratta di un modello di apprendimento più ampio in cui la soluzione viene ricercata assumendo punti di vista e categorie logiche diverse.

Lo chiamiamo apprendimento a due vie perché le soluzioni vengono ricercate sia attuando determinate strategie sia rivedendo non solo i risultati delle azioni ma anche i presupposti da cui partiamo.

In questa prospettiva diventa determinante anche la capacità di disimparare modelli inefficaci per individuarne di nuovi.

Le competenze per gestire lo stress

Alla luce dei ragionamenti che sono stati precedentemente sviluppati, le competenze necessarie per padroneggiare situazioni che percepiamo come stressanti sono:

  1. Capacità di problem solving intesa come il possesso di approcci strutturati per descrivere, analizzare ed affrontare e risolvere un problema od una situazione nuova e prendere decisioni migliori.
  2. Time Management inteso come l’insieme degli strumenti e metodi per una gestione ottimale degli impegni e della propria agenda lavorativa e personale
  3. Motivazione all’apprendimento intesa come la capacità di vedere le sfide che ci si presentano come opportunità di apprendimento per allargare la nostra zona di comfort.
  4. Resilienza